Golda
Complice un'ora e mezza da far niente ieri sera ho visto su una piattaforma streaming il film 'Golda' (2023) , che non è mai stato distribuito in sala in Italia. Un tributo alla donna che ha creato uno stato , non un film da oscar, forse, ma da nomination si, che ha pagato nella mancata distribuzione il prezzo di trasmettere a pelle attraverso la splendida protagonista e la sapiente regia la situazione mentale e fisica di un popolo che da 80 anni vive sull'orlo del baratro. Troppo essenziale , troppo vero pur nella limitatezza della finzione cinematografica per non attirare simpatie verso Israele e per questo osteggiato ed oscurato dalla critica e dai media. Rimane disponibile in streaming ancora per poco, poi verrà cancellato dalla storia, credo valga più di una semplice menzione.
Ed un caloroso affanculo ai detrattori, di ogni razza risma e specie. :)) Amen
Della seria me ne fotto del politicamente corretto :))
ReplyDeletemai visto questo film ma se mi assicuri che non è pesante, proverò a cercarlo
il trailer che si trova online non rende giustizia al film, spero che tu lo trovi e non ti dispiaccia.Grazie NB il tuo parere conta, lasciami magari un feedback :)
ReplyDeleteok nel caso di esito positivo ti farò sapere
ReplyDeleteHo trovato Golda e poi dato un'occhiata alle recensioni che non si sperticano in lodi. L'unica a favore del film è questa: "Il budget del film fu ridotto in corso d'opera, e quindi le poche immagini dei campi di battaglia sono riprese d'archivio. Ma questo vincolo diventa una scelta stilistica: tutto il film è un incubo chiuso negli interni, cupo, soffocante, girato con una cura visiva notevole e un uso del simbolismo che non scade mai nella retorica. Il momento più devastante? Golda e la sua assistente (una misurata Camille Cottin) che devono comunicare a una segretaria la morte del figlio soldato. Nessuna parola. Nessuna colonna sonora strappacuore. Solo lo sguardo, i gesti, il peso insostenibile di ciò che si deve dire. Cinema allo stato puro, chirurgico, che non consola.
ReplyDeleteE poi arriva Leonard Cohen. Who by Fire, sui titoli di coda, è la lama finale: dolente, profetica, inesorabile. Cohen – che davvero andò a cantare per i soldati in mezzo al deserto – è la voce perfetta per chiudere un film fatto di gravità, memoria e giudizio. Il finale, persino vagamente speranzoso, lascia a pezzi. Perché sappiamo, con crudele lucidità, che quella speranza di pace, di tregua, di umanità è stata infranta."
Sei d'accordo?
La prima scena da il là a tutto il film, un primissimo piano ossessivo delle labbra e di una sigaretta. Non è un film di guerra o forse si, Il film globalmente prende corpo e sostanza nella seconda parte con una poderosa Helen Mirren che tra il fumo delle sigarette e la chemioterapia o qualcosa del genere mostra la forza che la Signora Meir doveva davvero possedere. D'accordo sulla recensione. Grazie
ReplyDelete..e grazie per il riferimento alla canzone di Cohen... :)
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