Una amica mi chiede : sei felice oggi ..risposta lapidaria si. ..(.ma....che fatica) :))) Argomento tostissimo che non si sbriga in un post da 10 righe.E' menzionato per primo nella Costituzione Americana del 1787 come diritto alla felicità del singolo che deve ''essere libero di perseguire la propria felicità individuale''. Successivamente richiamato in altri documenti internazionali, si è venuto modificando nei decenni scorsi fino a diventare nel mondo , tirato per i capelli , un vago e generico concetto di ''promozione del benessere collettivo'' o secondo i costituzionalisti italioti di ''rimozione degli ostacoli alla piena realizzazione ...ecc..ecc.. (articolo 3 della costituzione). Va da sè che il mondo moderno non sta creando la felicità di nessuno e che al contrario le Istituzioni in genere e non solo quelle lavorano nell'intento di normalizzare ogni impulso individuale che devii dal generico controllo imposto sulle vite dei cittadini. Se i padri fondatori americani avevano avuto il coraggio di osare ma non quello della preveggenza i padri fondatori di altre nazioni non hanno avuto nemmeno il coraggio di nominare come principio ispiratore quella Libertà che a parole viene sottolineata come cemento delle società 'democratiche'. Secondo i nostri pensatori non siamo nemmeno liberi di essere liberi, figurati se possiamo avere l'ardire di essere felici. Mah ! Draft and never revised

alieno: sei felice oggi?
ReplyDeleteio: no, e non lo sono da anni
queste sono domande che vanno poste all'interlocutore/interlocutrice che sai essere felici. Con tutti gli altri "poveri cristi" meglio esimersi...
Per quanto riguarda il resto del post e in particolare la frase "Secondo i nostri pensatori non siamo nemmeno liberi di essere liberi, figurati se possiamo avere l'ardire di essere felici.", direi che si può essere liberi e felici a patto di tenerselo per sé.
Come direbbe il mio povero babbo: parole sante cara Giusy, tenerselo in segreto che se dio si avvedesse che sei minimamente felice ti stronca con un fulmine sulla zucca! :)
ReplyDeleteEppure...Odile... se ti (e mi) conosco un po' io credo che in fondo alla ''malinconia'' (che è uno dei tuoi e miei tratti caratteristici) esista uno spazio privato dove in fondo senza dirlo a nessuno s può provare qualcosa di molto molto simile alla felicità. :)
ReplyDeleteInfatti è così ma ribadisco che bisogna tenerselo per sé, a mio parere è una faccenda più intima dell'amore. Senza contare che, facendone mostra, si solletica l'invidia altrui :)
ReplyDelete''faccenda più intima dell'amore'' mhhh verissimo «ch'intender no la può chi no la prova», te l'avevo detto che ero un poeta :))))
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