Un giorno di maggio, ben dopo la morte di ‘sua moglie’ , prima che il male lo
prendesse e lo portasse via invitai mio padre a pranzo fuori e gli parlai con parole asciutte di mia madre.
Gli tesi un tranello. Nessun prurito, parlai di cose così serie che il poveruomo impallidì e a più riprese balbettò possibili negazioni, vedendo nei miei occhi che stava parlando invano. Quel giorno gli feci male e col senno di poi so che avrei dovuto astenermi dall’infierire sul suo animo di persona troppo onesta e troppo per bene. Ma vomitandogli addosso la mia verità credevo che attraverso quel gesto di liberazione sarei potuto guarire. Mi sbagliavo , i danni che una madre può fare ad un figlio sono così gravi e devastanti da non dare scampo a nessuna scusante od amnistia , ci sono ferite dalle quali semplicemente non si guarisce. Ancora oggi nel profondo c’è un minuscolo francobollo di coscienza che cerca di trovare per lei una ragione o una scusa, segno che il male sta ancora lavorando, anche se diluito dal tempo e dalla fortuna. So di avere cresciuto tra i vari difetti alcune qualità peculiari che raramente o mai si trovano in un uomo, con una bugia mi ‘giustifico’ a volte dicendo di essere nato settimino e per questo di avere occhi e percezioni particolari verso persone o cose. Ma non fu fortuna, fu il tentativo disperato e riuscito di sopravvivere, sottraendomi agli occhi ed agli artigli del drago. Riposi in pace

Ricordo come fosse ieri quando parlasti per la prima volta del rapporto disastroso con tua madre; mi colpì il tono chirurgico, benché addolorato, con cui ripercorresti a grandi linee la vicenda. C'è una youtuber, Gabriella Tupini, (psicoterapeuta e altro) che per i genitori incapaci non mostra alcuna pietà, non li giustifica mai. Anche lei come te non ha avuto genitori all'altezza del ruolo e non perde occasione, all'interno di un discorso più ampio che all'apparenza nulla condivide con la sfera genitoriale, di elencare i danni che certe mamme e certi papà arrecano alla prole.
ReplyDeletePer quanto riguarda tuo padre è vero, hai sbagliato, ma credo che anch'io, a fronte di un danno mai risanato, avrei fatto la stessa cosa. Per quel che vale, Tupini ti assolverebbe: quel giorno di fronte a tuo padre c'era anche il bambino che ha dovuto accettare uno stato di cose contro natura. Sei abbastanza forte perché io possa permettermi di dirti una cosa: non guarirai mai, ma riuscirai a silenziare il dolore. Ci riuscirà l'uomo, il bambino no.
Grazie Giusy , ho pensato di cancellare questo post perchè troppo intimo e non ho ancora deciso se farlo. Il dolore ritorna sempre più raramente e quanto succede (dicevo ad una amica poco fa) lo stato di malinconia che ne consegue mi serve 'per fare il pieno' di energia positiva che chissà da dove mi arriva . Ma il bambino non dimentica, su questo cogli nel segno. Grazie ancora.
ReplyDeleteEC ... ''anche'' su questo cogli nel segno
ReplyDeleteNon dovresti cancellare questo post, a mio parere sono queste le pagine più belle che possiamo produrre.
ReplyDeleteAccetto il consiglio, grazie. M.
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